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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Oderzo
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mwiaOderzo (mwiqIPA: [oˈdɛrt͡so], mwiwOderçocite-ref-5[5] in mwkaveneto) è un mwkqcomune italiano di mwkg20 318 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwlwprovincia di Treviso in mwmaVeneto.

Antico centro di origine mwmgpaleoveneta, raggiunse il massimo splendore nel I secolo come mwmwmwnamunicipium mwnqromano. Oggi è un'importante città agricola e industriale della mwngSinistra Piave.

Contents

Storia
Simboli
Altro
Media
Musica
Cucina
Eventi
Turismo
Strade
Sport
Calcio
Rugby
Basket
Nuoto
Note

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Geografia fisica

Inserito nel cuore della mwpgpianura veneta, il territorio del comune di Oderzo è completamente pianeggiante essendo interamente compreso tra i 6 e i 15 mwpwm s.l.m.cite-ref-6[6] A presentare i maggiori dislivelli è la zona centrale, su cui si estende il capoluogo. Le differenze di mwraaltitudine un tempo erano più marcate, oggi sono meno significative a causa dei livellamenti apportati nel corso dei secoli.

Idrografia

Il territorio opitergino è inserito nel mwrwbacino idrografico della mwsaLivenza. Il fiume più importante è senza dubbio il mwsqMonticano che con il suo tortuoso percorso, diretto grossomodo verso est, lambisce l'area nordorientale del centro storico.

Altro corso d'acqua degno di nota è il mwswLia, fiume di mwtarisorgiva che nascendo in San Polo di Piave confluisce poi alla destra nel Monticano presso Camino.

Importante, specialmente dal punto di vista storico, è il mwtgPiavon, che costituiva assieme al Lia un unico affluente del mwtwPiave. Rappresentò la più importante via di comunicazione fluviale dell'antica mwuaOpitergium sino alla sconvolgente mwuqalluvione del 589 che lo trasformò in un modesto corso d'acqua. In epoca medievale i mwugCaminesi lo recuperarono mediante lo scavo del Navisego, il mwvacanale che unisce il Lia al Piavon attraversando il centro storico (il suo mwvqletto è oggi in parte sotterraneo).cite-ref-7[7]cite-ref-8[8]

Altri corsi d'acqua di minore importanza sono la Peressina e la fossa dei Negadi.

L'abbondante presenza di acqua, anche nel sottosuolo, rende questa zona molto fertile e quindi atta all'mwyaagricoltura, ma soggetta allo stesso tempo a frequenti inondazioni, pericolo mitigato da un capillare sistema di mwyqargini: l'ultima alluvione disastrosa è stata quella del 4 novembre 1966 che rese per anni la mwygferrovia inagibile.

Con i rilevanti danni causati dal maltempo nei primi anni del anni 2000, la questione è tornata d'attualità: la notevole cementificazione degli anni 1980-anni 1990 ha infatti minato l'assetto mwzaidrogeologico dell'intero territorio.

Sismologia

Secondo la mwzwclassificazione sismica, il comune di Oderzo è inserito in zona 3, ovvero mwaqpuò essere soggetto a scuotimenti modesticite-ref-9[9]. Tuttavia l'attività sismologica della zona è da decenni pressoché irrilevante, ed ha avuto il suo culmine nel crollo dell'allora malridotto mwbgcampanile (più antico della chiesa perché essa risale al 1954 in sostituzione di un edificio preesistente) della frazione di mwbwFaè l’11 gennaio 1977, come conseguenza delle scosse provocate dal mwcaterremoto del Friuli del 6 maggio 1976, e non più ricostruito. In sostituzione ora c’è un altoparlante sul tetto della chiesa che simula le campanecite-ref-10[10].

Origini del nome

Il nome della città deriva dal mwdwlatino mweaOpitergium che a sua volta deriva dal mweqvenetico mwegObterg, ovvero "Piazza del mwewmercato"cite-ref-11[11]. L'antico nome sopravvive nell'mwgaaggettivo che indica l'appartenenza alla città, ovvero "opitergino", ed è ancora di uso comune in città, in quanto dà il nome allo stadio e a numerosi enti e associazioni locali. Il nome mwgqOpitergium è stato inoltre affiancato, su sfondo marrone, a quello moderno sui cartelli stradali presenti all'ingresso in città lungo i principali assi viari.

Storia

(latino)

«Flumen Liquentia ex montibus Opiterginis et portus eodem nomine.»

(italiano)

«[…] Il fiume Livenza che proviene dai monti Opitergini e il porto con lo stesso nome.»


Oderzo nacque a metà strada tra i monti del mwhgCansiglio e il mwhwMare Adriatico attorno all'XI secolo a.C., a opera degli mwiaantichi Veneti. La zona scelta per l'insediamento era fertile e strategicamente importante, perché servita da due fiumi, con sicure vie di commercio: il Monticano e un ramo oggi inesistente del Piave.

Pacificamente inglobata nell'area d'influenza della mwigRepubblica romana, nel 49 a.C. grazie alla mwiwLex de Gallia Cisalpina ottenne lo status di mwjamwjqmunicipium. Raggiunse il massimo splendore nel I-II secolo d.C.; si presume che a quell'epoca la città avesse circa 50.000 abitanti. L'importanza fu tale che all'epoca la mwjgLaguna di Venezia fu detta mwjwopitergina e i monti del mwkaCansiglio mwkqMonti opitergini. Vari autori nominano la città; tra di essi: mwkgTolomeo, mwkwStrabonecite-ref-12[12], mwmaPlinio il Vecchiocite-ref-13[13], mwnqLucanocite-ref-14[14], mwogTacitocite-ref-15[15], mwpwTito Livio e mwqaQuintiliano.

Da questo momento in poi, Oderzo era a pieno titolo parte di mwrgRoma e partecipò della sua stessa sorte subendo per secoli le pesanti conseguenze delle mwrwinvasioni barbariche e delle guerre tra mwsaBizantini e mwsqLongobardi (mwsgDucato di Ceneda): tra le conseguenze ci fu anche la fine dell'antica mwswdiocesi di Oderzo, il cui vescovo si spostò a mwtaHeraclia e vi pose la sua sede, dando origine alla nuova mwtqdiocesi di Eraclea. La città iniziò a riprendersi molto lentamente soltanto dopo l'anno 1000, pur senza mai tornare agli antichi fasti.

In seguito venne contesa dalle grandi famiglie feudali della zona, in particolar modo dai mwtwda Camino, dai mwuaCollalto e dagli mwuqScaligeri. Nel 1380 passò sotto il controllo della mwugRepubblica di Venezia, della quale fece parte pressoché ininterrottamente fino all'arrivo di mwuwNapoleone (1797). La città divenne quindi mwvaaustriaca nel 1815 e italiana nel 1866. In questo periodo subì le conseguenze del fenomeno dell'mwvqemigrazione.

Nel 1917 la mwvwritirata di Caporetto portò alla città gravi danni, tra cui la distruzione dell'archivio comunale e lo scempio di varie opere artistiche e architettoniche. A partire dal 1943, Oderzo fu teatro, come tutta la zona, di asperrimi scontri tra mwwafascisti e mwwqpartigiani che culminarono nella mwwgstrage del Brandolinicite-ref-16[16]

Similmente a quanto accaduto nell'intera mwyqprovincia, la città ha visto il susseguirsi di due fasi di sviluppo nel dopoguerra: la prima con il mwygboom economico degli anni 1960, e la seconda negli anni 1980-anni 1990cite-ref-17[17].

Simboli

Come riportato nello Statuto, i simboli ufficiali del comune di Oderzo sono tre: lo stemma, il gonfalone e il sigillo.

Lo stemma

«[...] è rappresentato da uno scudo attraversato da una croce bianca in campo rosso, con due bianche stelle a 6 punte, una per angolo superiore della medesima croce. Dallo stemma pende la croce dell'Ordine dei Cavalieri di Malta. Sopra lo stemma una corona con cinque torri, simbolo del

Titolo di città

. Sotto lo stemma un ramoscello di alloro e uno di quercia si incrociano tra di loro.»

(Comune di Oderzo, Statuto, art. 7, comma 3)

Il blasone è molto simile mw2qquello di Treviso, a sua volta analogo a quello delle maggiori città venete. La croce è un richiamo alle radici mw2gguelfe e mw2wcristiane della città. Le due stelle sono probabilmente un motivo ornamentale. La scelta dello scudo rosso-crociato è anche un riferimento alla partecipazione di alcuni opitergini alla mw3aquinta crociata.

Il gonfalone

Il gonfalone, approvato con mw4ad.p.R del 27 settembre 1985

«[...] è costituito drappo bianco riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dello stemma civico con l'iscrizione,

centrata

in oro "

Città di Oderzo

". Le parti in metallo ed i cordoni sono dorati. L'asta verticale è ricoperta di velluto bianco con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma della Città e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolori dai colori nazionali frangiati di oro. Dal Gonfalone pendono due croci quali benemerenze della Guerra Mondiale 1915-1918: Croce al Merito di Guerra e Croce della 3ª Armata, con relativi nastri.»

(Comune di Oderzo, Statuto, art. 7, comma 4)

Il sigillo

Il sigillo, infine, è in mw6qbronzo e riproduce in miniatura lo stemma con la scritta "Sigillo della città di Oderzo".

Onorificenze

La Città di Oderzo è insignita delle seguenti onorificenze:

Croce di Cavaliere del Sovrano Militare Ordine di Malta


9 febbraio 1642

Croce al merito di guerra


1920

Croce della 3ª Armata


1939

Titolo di città

«Concessione dell'

Imperatore d'Austria

Francesco I

»


1817

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

• mwaqgDuomo di San Giovanni Battista - Costruito a partire dall'XI secolo e consacrato nel 1535, il Duomo sorge sulle rovine di un antico mwaqktempio romano dedicato a mwaqoMarte. L'edificio ha subito vari rifacimenti nel corso dei secoli, ma un importante restauro tra il 1921 e il 1924 ha ripristinato l'aspetto originale. All'interno, sono conservate opere pregevoli di artisti come mwaqsPomponio Amalteo e mwaqwJacopo Palma il Giovane.
• Chiesa del Beato Bernardino Tomitano - Sita in pieno centro storico tra due palazzi di proprietà, venne eretta verso la fine del XVII secolo come mwaq4oratorio privato dai Tomitano, famiglia nobile di origine mwaq8feltrina cui apparteneva il titolare mwaraBernardino da Feltre. La chiesetta ospita una lapide dedicata ai caduti di tutte le guerre e raccoglie i nomi e le immagini di numerosi di essicite-ref-21[21].

• Chiesa di Santa Maria Maddalena - Le origini di questa chiesa in mwarsstile romanico risalgono intorno all'mwarwanno Mille. Nella prima metà del Cinquecento fu ceduta alle monache domenicane che vi istituirono un mwar0monastero attivo sino alle soppressioni volute da Napoleone. A causa dei numerosi rifacimenti, dell'antica struttura rimane solo la mwar4sacrestia e il mwar8campanile. La chiesa viene chiamata "il pantheon degli opitergini" perché al suo interno sono sepolti alcuni illustri cittadini.cite-ref-22[22]
• Chiesa di San Giuseppe - Si trova lungo via Roma, al centro della borgata omonima. Le sue origini dovrebbero essere mwasucinquecentesche e in un documento del 1627 viene ricordata come "Chiesiola Nova"cite-ref-23[23]. Al suo interno trova posto un mwasopresepio di età mwasssettecentesca.cite-ref-24[24]
• Chiesa della Madonna della Salute, vicino alla rive del Monticano, all'incrocio con via Gorgazzo.

Architetture civili

• Ca' Tomitano ovvero Palazzo Del Corno poi Tomitano poi mwatyAliprandi - Risale al XVI secolo ed è un edificio in due corpi. Nella facciata di un corpo vi sono tracce di affreschi. Si trova in via Umberto I insieme ad altri palazzetti simili del Quattrocento e del Cinquecentocite-ref-25[25]cite-ref-26[26]. La parte più' antica nel mwat81950 era di proprietà di Giuseppe Liprando Aliprandi (mwauaSan Polo di Piave 11 novembre 1868 - Oderzo 15 giugno 1956), soprannominato "Bepi", fratello del Cav. Avv. Antonio Aliprandi sindaco di mwauiConegliano e di Carlo Aliprandi fondatore dell'omonima azienda di distribuzione petrolifera con sede a mwaumConegliano. Il medesimo a Oderzo esercito' con molto profitto la professione paterna del commercio dei generi alimentari e in seguito anche dei carburanti costituendo un ingente patrimonio familiarecite-ref-27[27]cite-ref-28[28]cite-ref-29[29]cite-ref-30[30]. Attualmente il palazzo, diviso in appartamenti e negozi, è un condominiocite-ref-31[31].
• Palazzo Muletti di Porcia e Brugnera - Edificio del XVI secolo con paramenti affrescati; sulla parete sud-ovest è presente una grande meridiana ottocentesca. Si trova in via Garibaldi.
• Palazzo Porcia e Brugnera - Si tratta della residenza mwavocinquecentesca della mwavsfamiglia omonima, restaurata nel 2005. Si trova in piazza Castello ed è sede periodica di piccole mostre d'mwavwarte.cite-ref-32[32]
• Il mwawiTorresin - Trae origine dall'antica porta Trevisana, attraverso la quale la mwawmCallalta proveniente da mwawqTreviso entrava nel nucleo fortificato medievalecite-ref-33[33]. Sotto il dominio della mwawkSerenissima fu residenza del podestàcite-ref-34[34]. L'attuale edificio è però una ricostruzione degli anni 1930cite-ref-35[35].
• Il "Casòn", abitazione mwaxmcontadina dell'Ottocento a mwaxqPiavon recentemente restaurata.

Patronato Turroni

L'mwayworatorio cittadino trova sede nell'edificio che fu della Scuola Apostolica del Sacro Cuore, l'ex mway0seminario minore della mway4diocesi, restaurato tra il 1994 e il 1998. Aperto nel 1921 dai mway8Giuseppini del Murialdo e passato in gestione alla parrocchia nel 1926, è un pezzo di storia di questa cittadina, essendo stato per decenni principale luogo di ritrovo per centinaia di giovani della zona. In particolare la squadra di mwazacalcio del Patronato alla fine degli anni 1950 lanciò nel professionismo quattro giovani calciatori; qui sono nati tra gli altri anche il gruppo mwazescout e l'mwaziAzione Cattolica locale, un circolo mwazmcinematografico e la mwazqbanda musicale cittadinacite-ref-36[36].

Palazzo Foscolo

Fu innalzato sul finire del Cinquecento dal mwazsprocuratore di San Marco Alessandro Contarini. Situato in via Garibaldi, si inserisce all'interno del nucleo urbano, tuttavia presenta caratteristiche simili a quelle delle tradizionali mwaz0ville venete essendo stato concepito come palazzo da villeggiatura. Nei secoli ha subito numerose manomissioni, ma si può ancora percepire la magnificenza descritta da mwaz4Jacopo Agostinetti nel 1679.

La casa padronale e il lato corto della mwaaabarchessa si affacciano sulla strada, mascherando l'ampio parco retrostante. Il suo aspetto originale non era certamente povero come l'attuale: esso era abbellito da statue e viali lastricati, nonché di una mwaaepeschiera contornata da un colonnato (l'attuale vasca di acqua stagnante); non rimane traccia della mwaaicedraia, né delle due fontane (unico resto, la statua di mwaamNettuno che oggi orna la mwaaqfontana dei Cavalli di mwaauConegliano).

La facciata principale della casa padronale presenta la tipica tripartizione dei palazzi veneziani, impostandosi su un ampio mwaasporticato ad mwaawarchi ribassati. Le aperture si sviluppano verticalmente ma sono equilibrate dalla presenza di fasce mwaa0marcapiano che dividono i tre livelli. Al centro del mwaa4piano nobile si apre una mwaa8quadrifora con mwabaparapetto del poggiolo molto elaborato, ripetuta al secondo piano ma con altezza ridotta. Il tutto è concluso da una cornice dentellata su cui poggia il mwabetetto a padiglione. Il palazzo ospita numerosi eventi culturali e conferenze, ed è inoltre sede permanente della pinacoteca "mwabiAlberto Martini", contenente una collezione di quadri del pittore opitergino donati dalla moglie, nonché di altri pittori della città e della zona.

La barchessa è proprietà della mwabqparrocchia del duomo. Nel 1994 ha subito un restauro per modificarne la destinazione d'uso: l'assetto planimetrico ne è risultato stravolto ma, d'altro canto, è stata l'occasione per il recupero delle finiture a mwabubugnatocite-ref-37[37].

Villa Wiel

L'origine della villa, localizzata nei pressi della stazione, va individuata nelle soppressioni degli ordini religiosi operate a partire dal 1766 dalla mwabwRepubblica di Venezia. In questo luogo sorgeva infatti un monastero di mwab0benedettini, iniziato nel 1574 grazie alla donazione di un terreno e ampliato negli anni successivi per l'accrescersi della comunità monastica. Nei pressi sorgeva anche una preesistente chiesa di San Rocco che nel 1700, con la traslazione delle reliquie di mwab4santa Sabina, venne intitolata a quest'ultima.

Nel 1769, dunque, il monastero venne chiuso e le strutture vendute a Francesco Picco che operò una serie di demolizioni e trasformazioni volte alla costruzione di una villa patrizia: sulla destra fu aggiunta la barchessa, mentre la facciata orientale fu modificata con un'addizione neoclassica di mwacaGiannantonio Selva.

Il complesso, sottoposto a vincolo sin dal 1991, si presenta oggi come una serie continua di volumi che sono, da nord a sud, la barchessa, la casa padronale, un altro edificio di servizio e l'oratorio (quest'ultimo, distrutto durante la mwaciGrande Guerra, fu ricostruito nel decennio successivo)cite-ref-38[38].

Villa Bortoluzzi

Localizzata in borgo San Martino, fu costruita nell'Ottocento su un terrapieno artificiale di origine molto antica. Qualcuno asserisce infatti che sul luogo fosse presente il mwackmwacocapitolium della città romana, mentre più tardi (IX-X secolo) vi fu eretta la chiesa di San Martino che diede il nome alla località. L'edificio sacro fu poi rinnovato e affiancato da un monastero, donato nel 1274 all'ordine mwacscamaldolese. La comunità monastica, costituita, pare, sia da religiosi che da religiose residenti in sezioni separate del monastero, fu soppressa verso il 1780 e l'intera proprietà divenne proprietà demaniale.

Nel 1831 fu demolita la chiesa e nel 1836 l'intero complesso è venduto alla famiglia Giacomuzzi, per passare poi ai Revedin. Frattanto il complesso claustrale venne distrutto e sostituito dapprima da delle scuderie, quindi dall'attuale villa, progettata nel 1927. Si tratta di un edificio complesso anche artisticamente, essendo caratterizzato dalla convivenza di numerosi stili architettonici: dal neomwac0moresco della mwac4loggia di ponente al mwac8neoromanico dell'avancorpo orientale, dal mwadaneogotico merlato della torretta al neogotico veneziano dell'ala est.

Il parco sembra essere preesistente alla villa in quanto segue le tendenze romantiche ottocenteschecite-ref-39[39].

Altro

Piazza ed edifici circostanti

Piazza Grande, già intitolata a mwad4Vittorio Emanuele II, è una delle più famose mwad8piazze del Veneto per la sua particolare forma a mwaeapalcoscenico, e fa da sfondo a numerose iniziative mwaeeculturali: tra queste anche la prima puntata del mwaeimwaemMaurizio Costanzo Show registrata all'esterno del mwaeqTeatro Parioli nel 1997. L'aspetto attuale della piazza è il risultato di un grande mwaeurestauro terminato nel 1993 su progetto dell'architetto Toni Follina. Nella parte orientale della piazza è tracciata una curva a forma di mwaecotto: comunemente chiamata "la mwaegmeridiana", si tratta in realtà di un grande mwaekanalemma, che funge da mwaeocalendario grazie all'ombra del mwaespinnacolo centrale del mwaewDuomo. Su Piazza Grande si affacciano il Duomo di san Giovanni Battista, il Torresin, la mwae0Loggia Comunale, il Torresòn ed altri edifici storici, tra cui il Palazzo Saccomani e lo storico mwae4Caffè Commercio.

Sul lato nord di piazza Grande oltre il sottoportico Zeno Lovato, sito dove sono presenti dei reperti romani visibili sotto il percorso pedonale per mezzo di una vetrata, si giunge a piazza Castello. Piazza Castello è una piazza pedonale, la seconda per estensione in città, recentemente rimodernata, e offre una vista su piazza Grande e sul Monticano che passa sotto il ponte Manin. Vi si affaccia, tra l'altro, il palazzo Porcia e Brugnera.

Centro storico

Comprende la parte romana, mwafymedievale e mwafcrinascimentale della città. Si concentra attorno a via Alberto Martini e via Umberto I, strade lastricate in mwafgpavé, ai cui lati si affacciano mwafkpalazzi affrescati realizzati dal Quattrocento al Settecento, quasi tutti di proprietà privata e non aperti al pubblico.

Siti archeologici

Sono sparsi in vari punti della cittadina; i principali sono:

• L'area del Foro Romano (tra via Roma e via Mazzini). Sono i resti di un mwagicomplesso forense di età mwagmaugustea e di una grande mwagqdomus, ubicata all'incrocio tra i due principali assi viari cittadini, scoperti tra il 1978 e il 1995. Si conservano i resti di una piazza (misure probabili 40x100 mwagumetri), i resti della mwagybasilica civile e di un'imponente gradinata. L'area è interamente sovrastata da un edificio polifunzionale e da una piazza sospesa (Piazza del Foro Romano). L'intero complesso è stato progettato da Toni Follina, lo stesso architetto autore della nuova piazzacite-ref-40[40]
• L'area delle ex carceri (Calle Pretoria) si trova curiosamente all'interno di un noto mwagwristorante con sede presso il "Torresin" (vedi). È composta di reperti e murature di varie epoche, più i resti delle carceri medievali, le quali ebbero come "ospite" più illustre il mwag0trovatore mwag4Sordello da Goito.
• Area di via dei Mosaici. Vi si conserva la parte inferiore di due mwahipozzi, nonché la pavimentazione mwahmmusiva di una mwahqmwahudomus, indagata tra il 1951 e il 1988.
• Area tra Piazza Grande e Piazza Castello. Si tratta di un tunnel ricavato nell'edificio moderno posto tra le due piazze. Attraversandolo si possono scorgere i resti di uno dei due assi principali della città e di una pavimentazione esposta a murocite-ref-41[41]
• Area di via Dalmazia. Si trova presso la mwahwcantina sociale. Scoperta nel 1989, consta della parte inferiore di un pozzocite-ref-42[42].
• Mutera" di Colfrancui, presso la mwaiifrazione omonima. Si tratta di una misteriosa collina artificiale di epoca veneta, usata forse come mwaimosservatorio astronomico. Conserva i resti di un mwaiqcavaliere e del suo cavallo.

Uno dei vari siti archeologici della città è protetto da una struttura mwaiwpiramidale in vetro che, sebbene di dimensioni ridotte, richiama vagamente la famosa piramide del mwai0museo del Louvre di mwai4Parigi. Antistante alla piramide, in un edificio che ingloba alcuni resti della cinta muraria medievale, ha sede l'ufficio turisticocite-ref-43[43].

Aree naturali

Il parco Ca' Diedo trova collocazione in una zona della città di rilievo. Accessi: via Gasparinetti, via Mazzini e via Garibaldi, presso il Municipio. All'interno c'è un monumento dedicato a mwajuLuigi Luzzatti, deputato della circoscrizione di Oderzo e mwajyPresidente del Consiglio dal 1910 al 1911.

Società

Evoluzione demografica

Come si può notare dal mwajwgrafico, da quindici anni la città sta subendo un significativo aumento di popolazione che l'ha portata a raggiungere ventimila abitanti a gennaio 2009. Dal 2000 in poi la crescita della popolazione è pari a quella avuta nei trent'anni precedenti. Questo aumento è dovuto in minima parte ad una lieve inversione di tendenza riguardante la natalità dei residenti, in calo da anni, e nella maggior parte dall'arrivo sempre maggiore di stranieri e di italiani dai comuni limitroficite-ref-anagrafe-44-0[44].

Abitanti censiticite-ref-45[45]

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2024 gli stranieri residenti nel comune erano mwakg2 572, ovvero l'mwakk12,3% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenticite-ref-46[46]:

1. Romania 823
2. Albania 206
3. India 179
4. Pakistan 145
5. Bangladesh 117
6. Ucraina 111
7. Cina 95
8. Marocco 92
9. Senegal 68
10. Nigeria 59

Religione

Il dinamismo economico della cittadina portò alla formazione di una mwalecomunità ebraica di una certa consistenza, attestata tra il Quattrocento e il Seicentocite-ref-47[47].

Cultura

Istruzione

Biblioteche

La biblioteca comunale è attiva dal 1973 in una ex abitazione privata del XVIII secolo. È stata riaperta nel 2002 dopo un importante intervento di ristrutturazione. Al suo interno è presente, tra i 29.000 volumi, anche la collezione di 1500 libri di storia donata dalla vedova dello storico opitergino mwaloEno Bellis, nonché la piccola galleria d'arte "Tullio Vietri".

Scuole

Nel comune di Oderzo sono presenti 15 scuole, 13 pubbliche e 2 privatecite-ref-48[48].

Tra le mwamiscuole secondarie di secondo grado sono presenti il Liceo delle Scienze Umane, Classico e Linguistico "A.Scarpa", l'Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri "Sansovino", l'Istituto Professionale per i Servizi Commerciali e Turistici "A.V. Obici" e l'Istituto professionale per l'agricoltura e l'ambiente "Cerletti", che al suo interno ospita anche un museo.

Oltre a queste scuole statali è presente anche la scuola paritaria "Brandolini Rota" che al suo interno oltre alle scuole primaria e secondaria di primo grado ospita il Liceo linguistico europeo, il Liceo delle scienze umane economico sociale e Liceo scientifico (Base, Scienze Applicate, Sportivo)cite-ref-49[49].

La biblioteca comunale è attiva dal 1973 in una ex abitazione privata del XVIII secolo. È stata riaperta nel 2002 dopo un importante intervento di ristrutturazione. Al suo interno è presente, tra i 29.000 volumi, anche la collezione di 1500 libri di storia donata dalla vedova dello storico opitergino mwamkEno Bellis, nonché la piccola galleria d'arte "Tullio Vietri".

Musei

Il mwamwMuseo civico archeologico "Eno Bellis" è uno dei più vecchi in Italia, essendo stato fondato nel 1876.cite-ref-50[50]. Il museo prende il nome dall'ultimo podestà di Oderzo. In continuo allestimento, ospita solo una minima parte del grande patrimonio mwanearcheologico emerso dal sottosuolo opitergino.

Il mwanmMuseo di apicoltura "Guido Fregonese" attivo dal 1996 e primo museo pubblico di apicoltura in Italia.cite-ref-51[51]

Media

Dal 1976 al 1978 Oderzo fu la sede di RadioCentroVeneto, una delle prime radio libere italiane che trasmetteva dai monti al mare con modulazione di frequenza di 102,450mwano MHz. Dal 1984 al 2017, Oderzo è stata sede di un'emittente radiofonica locale, Top Radio, che trasmetteva in mwansVeneto e in mwanwFriuli-Venezia Giulia sui 99,000 e 98,400mwan0 MHz.

Musica

In città vi sono vari gruppi ed istituzioni musicali, come l'Istituto Musicale "Opitergium" e il Coro "Città di Oderzo". Storica è anche la mwaoabanda cittadina "Turroni", fondata nel 1806. Vi ha sede il prestigioso ensemble cameristico, l'mwaoeorchestra e il mwaoicoro "In Musica Gaudium" diretti dal maestro Battista Pradal, il coro "Alpes" del mwaomCAI di Oderzo, e la prestigiosa "Schola Cantorum" del Duomo, istituzione di antica data.

Sono native della cittadina anche due famose interpreti della musica: il soprano mwaouMaria Chiara, grande interprete del repertorio mwaoypucciniano e mwaocverdiano, e Alessandra Drusian, cantante del duo mwaogJalisse, che vinse il mwaokFestival di Sanremo 1997.

Cucina

A Oderzo è tipico il radicchio e i mwaowfunghi, di gran lunga mwao0porcini e mwao4chiodinicite-ref-52[52]. Inoltre vi è la mwapmpolenta bianca opitergina, accompagnata dalla mwapqcasatella.

Eventi

Durante l'anno Oderzo si mostra come una città molto attiva, organizzando soprattutto durante il periodo primaverile ed estivo un gran numero di eventi che coinvolgono il centro cittadino.

La più notevole è forse l'organizzazione dal 1991 del grande evento operistico che si tiene a luglio in Piazza Grande ed intitolato al tenore mwapgGiuseppe Di Stefanocite-ref-53[53]. Durante il periodo la piazza viene trasformata in un suggestivo teatro all'aperto che negli anni ha ospitato le opere dei più grandi maestri, come mwap0Rossini, mwap4Mozart, mwap8Puccini, mwaqaVerdi, mwaqeMascagni, mwaqiLeoncavallo, mwaqmCiaikovsky, mwaqqTheodorakis. L'evento attrae anche turisti stranieri, tanto che negli ultimi anni sempre più biglietti vengono venduti all'estero, perfino in mwaquGiappone e in mwaqyAmerica.

In contemporanea all'opera viene organizzata nel mese di giugno anche la rassegna bandistica "Memorial Bepi Da Ros" dalla Banda cittadina "Turroni" in collaborazione con la proloco che consiste in una serie di concerti che vedono esibirsi sul palco della piazza vari gruppi filarmonici del territorio.

Oltre agli eventi legati alla cultura musicale, ad intervalli di qualche anno viene organizzata anche una rievocazione storica della durata di una settimana circa in cui avvengono rievocazioni storiche romane. Il programma prevede spettacoli di lotte tra mwaqkgladiatori e una battaglia tra mwaqolegionari e mwaqscelti organizzati da compagnie di attori italiane e straniere, la ricostruzione di un mwaqwaccampamento e di una mwaq0taverna con pietanze dell'epoca. In contemporanea si effettuano un ciclo di conferenze con esperti riguardanti il mondo romano e gli ultimi ritrovamenti archeologici, inframezzate a visite gratuite in notturna alle aree archeologiche.

In città vengono anche allestiti due importanti premi del territorio locale: il Premio "Oderzo Azienda Design"cite-ref-oderzocultura-54-0[54] e il premio di architettura "Città di Oderzo"cite-ref-oderzocultura-54-1[54].

Recentemente, dopo anni di sospensione, è stata nuovamente organizzata l'estemporanea artistica "mwargOderzo Es-Posta", la quale nasce per promuovere e vivere l'arte nella città di Oderzo. La manifestazione non ha finalità competitive o di lucro: l'intento che muove tale iniziativa è promuovere l'arte, intesa sia come libertà creativa dei singoli individui che come momento di aggregazione.

Geografia antropica

Urbanistica

L'attuale assetto urbanistico della città si è sviluppato a partire da quello di epoca basso medievale-rinascimentale, in quanto della situazione urbanistica romana non è rimasto pressoché nulla a causa delle devastazioni barbariche e degli interramenti avvenuti nel corso dei secoli precedenti.

L'attuale mwasucentro storico si è sviluppato essenzialmente in tre fasi: la prima corrisponde al periodo successivo all'anno Mille, quando viene edificato il borgo fortificato immediatamente a sud e ad ovest di piazza Grande, nucleo della vita sociale e religiosa della città: si tratta delle cosiddette contrade "Rossa" e "del Cristo", che presentano strade strette e perpendicolari, forse l'unico richiamo alla pianta romana, con lastricatura a mwasyciottolato in parte ristrutturata negli anni 1990. La zona era contenuta in una mwasccinta muraria quadrilatera, i cui vertici corrispondono attualmente al campanile del duomo e al Torreson, entrambi edificati sulla base di due vecchie torri rispettivamente nel 1596 e nel 1995, alla Piramide e alla piccola mwasgrotatoria di piazza Castello.

Le mura avevano tre porte di accesso: "porta Trevisana", ovvero l'attuale Torresin, da cui entrava la strada mwasoCallalta, che conduceva a mwassTreviso; "porta Friuli" o di Stalla, demolita nell'Ottocento, in prossimità del mwaswMonticano; "porta San Martino", sita presso l'attuale l'imbocco di via Roma in piazza Castello. Il borgo fortificato sorgeva a pochi metri dal fiume Monticano, ovvero il confine naturale e civile con il territorio di mwas0Camino e quindi con la mwas4giurisdizione di mwas8Portobuffolé.

Già a partire dal XIII secolo iniziò l'espansione del borgo all'esterno delle mura, in particolare lungo la Callalta, ovvero l'attuale Borgo Maggiore (via Umberto I); ancor oggi questa zona è parzialmente circondata dal Gattolè, un canale artificiale scavato dai mwateCaminesi e collegato al Monticano e al fossato che circondava le mura, interrato tra Settecento e Ottocento. Le strade di Borgo Maggiore presentano un'ampiezza maggiore e sono lastricate in mwatipavé.

Durante la dominazione veneziana la città si sviluppò in particolare ancora più a sud, lungo l'attuale via Garibaldi, con edifici disposti su lotti stretti e allungati (il cosiddetto "lotto gotico"), e verso nord-ovest, arrivando così in prossimità dei vari conventi edificati in periferia nello stesso periodocite-ref-mingotto-55-0[55].

La città vide a partire dalla fine dell'Ottocento una lunga fase di espansione urbana, che è proseguita, con poche interruzioni, fino ai giorni nostri, non sempre nel rispetto della storia e dell'estetica della città, per i discutibili restauri e per le demolizioni di edifici antichi. Nel primo Novecento la città iniziò ad espandersi in ogni direzione, compresa la sinistra Monticano, nel frattempo diventata parte del Comune di Oderzo, con il risultato che oggi il capoluogo è, di fatto, contiguo alle zone periferiche di alcune frazioni.

A partire dagli anni del mwatsboom economico, alcuni mwatwcondomini hanno fatto la loro ingombrante comparsa in centro; un maggior attenzione all'aspetto estetico e all'mwat0impatto ambientale delle nuove lottizzazioni si è avuta soltanto a partire dalla fine degli anni 1980cite-ref-mingotto-55-1[55].

Suddivisioni storiche

Il centro storico è formato da alcuni antichi borghi:

• Contrada Rossa e Contrada del Cristo, presso il borgo medievale;
• Borgo Maggiore, la parte del centro circondata dal canale Gattolè;
• Borgo di Santa Maria Maddalena, presso la chiesa omonima;
• Borgo San Rocco, a nord della stazione ferroviaria dove sorgeva il convento omonimo;
• Borgo delle Grazie, lungo la via omonima;
• Borgo della Pirama o "di San Martino", tra il centro e la borgata San Giuseppe.
• Borgo San Giuseppe, all'incrocio tra viale Dalmazia e via Roma.
• Borgo di Stalla, nelle vicinanze di Piazza Grande lungo l'altra sponda del Monticano.

Frazioni

Come riportato nello mwau8statuto comunale, al capoluogo si aggiungono altre sei frazionicite-ref-statuto-2-1[2]:

• mwavyCamino, 2.240 abitanti circa;
• mwavgFratta, 1.000 abitanti circa;
• mwavoPiavon, 2.100 abitanti circa;
• mwavwRustignè, 600 abitanti circa;
• mwav4Faè, 900 abitanti circa;
• mwawaColfrancui, 1.600 abitanti circa.

Lo stesso statuto riporta anche due localitàcite-ref-statuto-2-2[2]:

• Magera - Piccolo nucleo rurale sulle rive del Monticano, a metà strada fra Oderzo e Gorgo.
• San Vincenzo - Quartiere di recente urbanizzazione a sud ovest del centro storico, corrispondente all'omonima parrocchia istituita nel 1950.

Nel documento è comunque ricordata l'esistenza di altri quartieri, borgate e mwawocolmelli riconosciuti dalla comunitàcite-ref-statuto-2-3[2]. Si citano, per esempio, il quartiere Guglielmo Marconi, nei dintorni della stazione, Spinè, lungo la strada per Piavon, o Tre Piere, a sud di San Vincenzo.

Economia

Il territorio di Oderzo è stato caratterizzato per secoli da un'economia a carattere prevalentemente mwaxeagricolo. Sarà a partire dagli anni 1960 che la città inizierà a sviluppare un significativo mwaxisettore secondario.

Ma soltanto alla fine degli anni 1970, con l'inizio del fenomeno chiamato a posteriori "il miracolo del Nordest" tutta la zona vedrà un rapido sviluppo economico nel settore mwaxcartigiano, mwaxgindustriale e mwaxkcommerciale, con la conseguente nascita di una miriade di piccole aziende, quasi tutte con meno di dieci dipendenti. È anche per questo motivo che attualmente a Oderzo sono attive più di venti banche, una ogni meno di mille abitanti.

Sempre per quanto riguarda il settore economico, Oderzo può vantare per esempio il più grande mwax0mercato del bestiame del Veneto dopo quello di mwax4Padova e un fiorente mwax8mercato immobiliare sviluppatosi negli ultimi anni.

Oderzo è inoltre all'avanguardia nel campo della mwaymgastronomia e della mwayqviticoltura, in particolare nella produzione di Verduzzo, mwayyMerlot, mwaycCabernet e mwaygRaboso.

Turismo

Un altro settore in crescita. Oggi Oderzo è seconda solo al mway8capoluogo come numero di mwazaturisti annuali in mwazeprovincia di Trevisocite-ref-56[56]. Si tratta per la stragrande maggioranza di "pendolari", provenienti soprattutto da mwazyGermania ed mwazcEuropa orientale, che restano in città da uno a tre giorni.

Negli anni 1990 Oderzo ha guadagnato il titolo di "città archeologica". In seguito è stata nominata dal mwazoTouring Club Italiano "Città più porticata d'Italia": i mwazsportici infatti sono uno dei simboli della città, e ne sono dotati praticamente tutti gli edifici del mwazwcentro storico e i palazzi sorti negli ultimi quarant'anni.cite-ref-marcadoc-57-0[57]

A gennaio 2007 infine, dopo anni di richieste, la Provincia di Treviso ha concesso a Oderzo il titolo di "Città d'arte"cite-ref-marcadoc-57-1[57].

Infrastrutture e trasporti

Strade

La principale via di comunicazione del comune è la ex mwa0kstrada statale 53 Postumia (oggi mwa0ostrada regionale) che collega mwa0sVicenza a mwa0wPortogruaro passando per mwa00Treviso. Nonostante la denominazione, la romana mwa04via Postumia si trovava in realtà più a nord: l'attuale corrisponde alla mwa08Callalta, realizzata nel medioevo per collegare la città a Treviso.

Altra strada di grande percorrenza è la mwa1eSP 15 "Cadore-Mare", realizzata a partire dal mwa1isecondo dopoguerra per collegare la mwa1mstatale di Alemagna proveniente dal mwa1qBellunese alle località balneari della mwa1ucosta veneziana. L'arteria è poi proseguita dalla SP 54 "Piavon", diretta a mwa1yCessalto.

Ultima importante infrastruttura è la SP 50 "di mwa1gPortobuffolé" orientata verso nordest (mwa1kPordenone).

Altre strade di un certo rilievo sono la SP 35 "Opitergina" (per mwa1sPordenone), la SP 7 "delle Gherle" (da Rustignè a mwa1wRoncadelle) e la SP 133 "Talponada" (da Piavon a mwa10Salgareda).

Ferrovie

Oderzo possiede inoltre una piccola mwa2astazione sulla mwa2elinea ferroviaria Treviso-Portogruaro. La ferrovia divenne inagibile dopo l'alluvione del 1966 e fu riaperta solo trentaquattro anni dopo.

Mobilità urbana

La mobilità urbana è gestita principalmente da mwa2qMOM. Per quanto riguarda l'ambito extraurbano, la mobilità è gestita da mwa2uATVO.

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1853 | 1857 | Teodoro Wiel | | Podestà | |
| 1857 | 1859 | Angelo Moro | | Podestà | |
| 1859 | 1865 | Paolo di Porcia | | Podestà | |
| 1867 | 1869 | Pompeo Tomitano | | Sindaco | |
| 1870 | 1870 | Pietro Zanchetta | | Sindaco | |
| 1871 | 1873 | Emilio Galvagna | | Sindaco | |
| 1876 | 1877 | Paolo di Porcia | | Sindaco | |
| 1878 | 1879 | Emilio Galvagna | | Sindaco | |
| 1880 | 1890 | (vari consiglieri comunali, a turno) | | Sindaco | |
| 1890 | 1896 | Giovanni Manfren | | Sindaco | |
| 1896 | 1898 | Andrea Bisson | | Sindaco | |
| 12 settembre 1902 | 1914 | Francesco Gasparinetti | | Sindaco | |
| 1914 | 1914 | Giovanni Manfren | | Sindaco | |
| 26 agosto 1914 | 1920 | Antonio Levada | | Sindaco | |
| 1920 | ? | Achille Lorenzon | Partito Nazionale Fascista | Podestà | |
| 1925 | 1927 | Luigi De Giudici | Partito Nazionale Fascista | Podestà | |
| 1927 | 1930 | ? | Partito Nazionale Fascista | Podestà | |
| 1930 | 1935 | Eno Bellis | Partito Nazionale Fascista | Podestà | |
| 1935 | 1945 | ? | Partito Nazionale Fascista | Podestà | |
| 28 aprile 1945 | 8 agosto 1945 | Plinio Fabrizio | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 9 agosto 1945 | 22 aprile 1946 | Attilio Baradel | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 23 aprile 1946 | 18 luglio 1949 | Giovanni Battista Maccari | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 3 novembre 1950 | 4 aprile 1952 | Alberto Appoloni | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 5 aprile 1952 | 29 dicembre 1954 | Gerolamo Lino Moro | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 58 ] |
| 30 dicembre 1954 | 11 dicembre 1963 | Arturo Pujatti | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 12 dicembre 1963 | 29 giugno 1970 | Piero Feltrin | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 59 ] |
| 3 luglio 1970 | 12 settembre 1971 | Giorgio Gherlenda | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 3 ottobre 1971 | 28 settembre 1973 | Aldo Cappellotto | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 60 ] |
| 29 settembre 1973 | 17 aprile 1975 | Mario Madonna | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 18 aprile 1975 | 30 marzo 1977 | Davide Bozzo | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 31 marzo 1977 | 10 aprile 1987 | Daniele Martin | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 11 aprile 1987 | 18 giugno 1993 | Fulgenzio Zulian | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 27 giugno 1993 | 12 giugno 2001 | Giuseppe Covre | Lega Nord | Sindaco | [ 61 ] |
| 13 giugno 2001 | 11 giugno 2006 | Elio Pujatti | Lega Nord | Sindaco | [ 62 ] |
| 12 giugno 2006 | 13 luglio 2015 | Pietro Dalla Libera | lista civica Oderzo Sicura | Sindaco | [ 63 ] |
| 13 luglio 2015 | 20 giugno 2016 | Bruno De Luca | lista civica Oderzo Sicura | Vicesindaco reggente | [ 64 ] |
| 20 giugno 2016 | in carica | Maria Scardellato | Lega Nord - Lega per Salvini Premier | Sindaco | |

Gemellaggi

Suffolk, dal 1986cite-ref-65[65]

La città è inoltre gemellata dal 1978 con l'associazione Donatori di Sangue di mwa40Pontremoli (mwa44MS)cite-ref-66[66].

Altre informazioni amministrative

La circoscrizione territoriale ha subito le seguenti modifiche: nel 1929 aggregazione di territori del soppresso comune di Piavon.cite-ref-67[67]

Sport

Calcio

L'mwa6eUnione Sportiva Opitergina è la prima mwa6isquadra di calcio della città per importanzacite-ref-68[68] e attualmente milita nel campionato di mwa6cEccellenza Veneto. Fondata nel 1946, dal suo vivaio sono usciti numerosi talenti alcuni dei quali poi diventati professionisti. Il suo miglior piazzamento storico è stato il secondo posto nel mwa6gCampionato Interregionale 1981-1982, quando mancò per un punto la promozione in mwa6kSerie C2: in quel momento nella squadra militavano i due calciatori nati in città ancor'oggi più titolati, ovvero mwa6oGianfranco Zigoni e mwa6sRenato Faloppa.

Nel maggio 2023, a seguito della fusione con la Liventina, società di mwa60Motta di Livenza, è nato un nuovo soggetto sportivo denominato LeO, dai colori sociali rosso e verdecite-ref-69[69].

Pallamano

L'mwa7qHandball Oderzo, nata come "Pallamano Oderzo" nel 1984, annovera una formazione maschile ed una femminile. La prima ha militato nel mwa7umassimo campionato nazionale nel 2011/12; nella stagione 2022/23 ha raggiunto il quarto posto in mwa7ySerie B. La mwa7cformazione femminile è stata vice-campionessa d'Italia nel mwa7gcampionato 2018/19, mentre nel 2021 ha vinto la mwa7kCoppa Italia.

Nel luglio 2008 in città si è svolta la prima edizione italiana dei mwa7scampionati universitari di pallamano. Nel 2011 invece la città ha ospitato le qualificazioni al mwa7wCampionato mondiale femminile di pallamano 2011cite-ref-70[70].

Pallavolo

La LAE Electronic Oderzo fu la principale società di mwa8mpallavolo cittadinacite-ref-71[71]. Nata nel 1975, gestiva due formazioni maschili ed una femminile oltre ad un nutrito vivaio. Raggiunse il miglior risultato vincendo la mwa8gserie B1 nel 2008, nonché la mwa8kCoppa Italia di serie, ma dovette rinunciare alla promozione in serie A2 per motivi economici; la società quindi si trasferì nella vicina mwa8oMansuècite-ref-72[72].

In città oggi è attiva la ASD Nuova Pallavolo Opitergina, che milita nelle categorie giovanili con alcune squadre maschili e femminili.

Rugby

Il Grifoni Rugby Oderzocite-ref-73[73] è nato nel 1970. In collaborazione con il mwa9cRugby San Donà SSDR, dal 2014, ha vinto il titolo di mwa9gSerie C nella stagione 2014/15 conquistando la promozione nel campionato di mwa9kserie B; aveva già ottenuto il medesimo risultato nel 2006, rinunciando alla promozione per motivi economici. Dall'anno 2015/16 può vantare la presenza di una seconda squadra nel campionato di Serie C2. Dalle giovanili di questa squadra sono usciti numerosi talenti che hanno vestito anche la maglia della mwa9onazionale.

In data 29 gennaio 1986 la città ospitò un'amichevole di lusso della mwa94Nazionale di rugby XV dell'Italia, la quale ha visto gli azzurri battere gli mwa98australiani del mwa-aQueensland Reds per 15 a 13cite-ref-74[74].

In città si tenne, nel 1994, il primo torneo di mwa-yRugby al tocco in Italia.

Basket

Il Basket Oderzo è la squadra di mwa-wpallacanestro della cittàcite-ref-75[75], la quale al termine della stagione 2007/08 è retrocessa in mwa-eSerie C1 dopo venti campionati consecutivi di Serie B. Nel mwa-icampionato 2005/2006 militò per la prima volta in serie B1; retrocessa e quindi ripescata, dovette rinunciare alla categoria per motivi economicicite-ref-76[76].

Nuoto

A Oderzo ha sede la U.S.D. Hydroscite-ref-77[77], una tra le società sportive più importanti a livello regionale che nel 2023 comprende le squadre agonistiche di Oderzo, mwa-4Treviso, mwa-8Portogruaro, mwbaaMartellago e mwbaeVazzola. Vi milita, tra gli altri, la nuotatrice mwbaiBarbara Pozzobon, medaglia d'argento agli mwbamEuropei di Roma 2022.

Atletica leggera

Il Circuito internazionale "Oderzo Città Archeologica"cite-ref-78[78] si tiene ogni mwbas1º maggio dal 1994; con gli anni è diventato uno dei più rinomati appuntamenti di mwbawatletica leggera del mwba0Nord Italia, avendo visto la partecipazione di atleti del calibro di mwba4Giuliano Battocletti, mwba8Gabriele De Nard, mwbbaRuggero Pertile, mwbbeSilvia Weissteiner, mwbbiBruna Genovese, mwbbmSilvia Sommaggio, oltre che i disabili mwbbqAlvise De Vidi e mwbbuFrancesca Porcellato.

Ciclismo

Il ciclista di maggior rilievo nato in città è stato mwbbwPierangelo Bincoletto, mwbb0nazionale di ciclismo su pista negli anni '80; in carriera ha partecipato a sette Giri d'Italia e due mwbb4Tour de France.

In città è attiva, dal 1946, la società denominata "Pedale Opitergino"cite-ref-79[79].

Il Ciclocross internazionale del Pontecite-ref-80[80] si tiene dal 2002 ogni anno l'8 dicembre nella frazione di mwbcoFaè con gare inserite nei calendari della stagione maschile e femminile di mwbcsquesta attività sportiva.

Hockey su pista

L'Hockey Club Oderzo, oggi non più esistente, militò in mwbc8serie A nella mwbdastagione 1968/69 sponsorizzata dal marchio mwbdeIgnis. Si tratta dell'unica compagine sportiva cittadina ad aver militato nella serie maggiore della propria disciplina fino al 2013, quando il record è stato uguagliato dalla pallamano. Per mancanza di un impianto coperto si trasferì a mwbdiPordenone.

Calcio a 5

La squadra opitergina di mwbdccalcio a 5 è la Moinet Vini mwbdgMareno di Piave-Oderzo (matricola mwbdkFIGC 918768) che attualmente milita nel girone D del campionato di mwbdoSerie C2.

Impianti sportivi

• Stadio "Opitergium", oltre 5.000 posti, via Stadio. Attività: mwbeacalcio, mwbeeatletica leggera.
• PalaOpitergium, viale Città di Pontremoli. Attività: mwbempallacanestro, mwbeqpallamano, mwbeupallavolo, mwbeycalcio a 5, mwbecpattinaggio artistico.
• PalaMasotti, via Masotti. Attività:mwbekpallacanestro, mwbeopallamano, mwbescalcio a 5, mwbewpattinaggio artistico.
• Piscina comunale, viale Città di Pontremoli. Attività: mwbe4nuoto, mwbe8beach volley (all'esterno)cite-ref-81[81]

Galleria d'immagini

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwbkymwbkcmwbkgBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwbkkdemo.istat.it, mwbkoISTAT.
cite-note-statuto-22. mwblqComune di Oderzo - Statuto.
cite-note-divamm-sismica-31. mwblgmwblkmwbloClassificazione sismica (mwblsmwblwXLS), su mwbl0rischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-42. mwbmemwbmimwbmmTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwbmqmwbmuPDF), in mwbmyciterefmwbmcLeggemwbmg mwbmk26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwbmoAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwbms 151. mwbmwURL consultato il 25 aprile 2012 mwbm0(archiviato dall'mwbm4url originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-55. [o'ðɛɾt̪͡s̪o] o [o'ðɛɾt̪͡s̪] nella mwbnqvariante locale. mwbnu(mwbny⟨ç⟩ viene pronunciata come [s] dalla maggior parte dei venetofoni.)
cite-note-66. mwbnsDati ISTAT mwbnwArchiviatomwbn0 il 4 marzo 2016 in mwbn4Internet Archivemwbn8..
cite-note-77. mwboqmwboumwboyIl Canale Piavon, su mwboccomune.chiarano.tv.it, Comune di Chiarano. mwbogURL consultato l'11 giugno 2012 mwbok(archiviato dall'mwboourl originale il 27 maggio 2011).
cite-note-88. mwbo4mwbo8mwbpaIl Piavon (mwbpemwbpiPDF), su mwbpmcomune.chiarano.tv.it, gennaio 2009. mwbpqURL consultato l'11 giugno 2012 mwbpu(archiviato dall'mwbpyurl originale il 15 ottobre 2014).
cite-note-99. mwbpomwbpsmwbpwSito internet della Protezione Civile, su mwbp0protezionecivile.it mwbp4(archiviato dall'mwbp8url originale il 14 novembre 2010).
cite-note-1010. Fonte: Arturo Benvenuti (a cura di), mwbqmFaè, una parrocchia (vedi mwbqqbibliografia).
cite-note-1111. Il suffisso mwbqgTerg si ritrova anche in mwbqkTergeste, nome latino di mwbqoTrieste.
cite-note-1212. mwbq4Geografia, mwbq8(mwbramwbreENmwbri) mwbrmlibro V, capitolo I, parte 8.
cite-note-1313. mwbrcmwbrgNaturalis Historia, libro III.
cite-note-1414. mwbrwmwbr0Pharsalia, mwbr4libro IV.
cite-note-1515. mwbsimwbsmHistoriae, Libro III, capitolo VI
cite-note-1616. Federico Maistrello, mwbscPartigiani e nazifascisti nell'Opitergino (1944-1945), pp. 65-67; Gianpaolo Pansa, mwbsgmwbskIl sangue dei vinti, pp. 193-206 (vedi mwbsobibliografia).
cite-note-1717. Fonti della sezione "Storia": vedi mwbs4bibliografia.
cite-note-183. mwbtiGaetano Mantovani, mwbtmMuseo opitergino, Tip. e libr. Carlo Colombo, 1874, p.mwbtq 235.
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Collegamenti esterni

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